Gioco del Golf: tutto quello che devi sapere per iniziare

Gioco del golf: uno sport affascinante dalle origini controverse

Eleganza e precisione sono le due caratteristiche principali del gioco del golf, uno sport le cui origini sono ancora oggi avvolte dal mistero e fanno discutere gli storici.

La teoria più diffusa e accettata vuole che il golf sia nato in Scozia, dove gode di una grande popolarità e di una lunga tradizione tanto da essere stato eletto sport nazionale. Sembra che proprio nell’estremità settentrionale dell’isola di Gran Bretagna, nel Tardo Medioevo, due contadini abbiano dato origine al golf utilizzando due bastoni e una pietra al posto della palla.

Tuttavia, l’esistenza di alcuni documenti olandesi racconta un’altra storia: la pratica di un gioco molto simile al golf, chiamato kolven, era ampiamente diffusa nei Paesi Bassi già dal 1297. Nel kolven veniva utilizzato un bastone, poco più grande di quelli usati oggi, che doveva servire per colpire una palla dalle dimensioni di un pompelmo e del peso di 1 chilo. L’obiettivo del gioco era far passare la palla, nel minor numero di colpi possibile, tra due pioli infissi nel terreno e posti ad una certa distanza l’uno dall’altro.

Va inoltre ricordato che la diatriba tra Scozia e Olanda non si ferma alle origini della disciplina sportiva ma si allarga anche al piano etimologico: c’è chi sostiene l’idea che la parola golf derivi dallo scozzese goulf, che significa “colpire o schiaffeggiare”, mentre un’altra corrente di pensiero crede che golf derivi da dall’olandese kolf, ovvero “mazza, bastone”.

In tempi recenti, e più precisamente nel 2005, il dibattito sulle origini del golf si è riacceso dopo le dichiarazioni del professore Ling Hongling della Lanzhou University. Secondo le ricerche di Hongling un gioco molto simile al golf, chiamato chuìwàn, era praticato nella Cina della dinastia Song (960-1279). Il chuìwàn, che prevedeva l’uso dieci mazze intarsiate con giada e oro ed era quindi uno sport destinato ai benestanti, sarebbe poi stato esportato in Europa dalla Cina nel Tardo Medioevo grazie ai Mongoli.

Ad oggi, nonostante la poca chiarezza sulle origini della disciplina, resta comunque la Scozia la patria indiscutibile del golf moderno poiché furono proprio gli scozzesi i primi a istituire regole, attrezzature e campi. Le prime regole furono redatte dal Gentlemen Golfers di Leith, il più antico golf club fondato nel 1744 da William St. Clair di Roslin, e successivamente riviste dal Royal and Ancient Golf Club of St Andrews nel 1754 che stilò le famose “13 regole del golf”. Dello stesso anno è anche la scelta del campo standard a 18 buche. 

In Italia il gioco del golf fu introdotto nel Settecento dal conte di Albany ma il primo campo da gioco moderno fu inaugurato solo nel 1889 a Firenze, mentre i primi campionati nazionali ufficiali risalgono al 1929.

Oltreoceano, grazie agli olandesi, il golf era già conosciuto prima della guerra d’indipendenza americana ma la sua popolarità crebbe soprattutto verso la fine dell’Ottocento e portò alla nascita, nel 1894, della United States Golf Aossociation (USGA) che oggi è responsabile dell’organizzazione di 13 tornei nazionali tra cui il prestigioso U.S. Open.

Young man playing golf on a beautiful natural golf course

Gioco del golf: caratteristiche del campo e dell’attrezzatura

Il golf è uno sport disciplinato da molte regole ed è uno dei pochi a non avere un campo da gioco standardizzato: infatti, nonostante alcuni elementi in comune, ogni campo ha diverse caratteristiche. 

Si possono trovare campi da golf su grandi aree di pianura, in collina, in montagna e in qualsiasi luogo in cui sono disponibile ampi spazi verdi che consentono di costruire uno o più percorsi da 9 o 18 buche ciascuno con il  tee (il chiodo di legno con la testa concava utilizzato per sostenere la palla durante il primo colpo di ogni buca) posto a una distanza compresa tra i 100 e i 550 metri dalla buca.

L’area di partenza, in genere pianeggiante e con l’erba ben rasata, corrisponde al punto di inizio mentre il percorso che va dal tee alla buca è caratterizzato da diversi tipi di superfici come il fairway (dall’inglese “la via buona”), un’area estesa costituita da erba rasata, il rough (dall’inglese “cattivo”, “ruvido” o anche “non buono”), erba alta che rende difficile il gioco della palla e l’heavy rough, ovvero erba ancora più alta e quasi completamente incolta. Lungo il percorso si possono incontrare anche degli ostacoli: alberi, fosse riempite di sabbia, avvallamenti, torrenti e specchi d’acqua naturali o artificiali.

Per essere facilmente individuata da lontano la buca è contrassegnata da una bandierina e circondata da una zona più o meno ampia di prato, universalmente noto come Green, liscio e curato con l’erba tagliata molto corta.

Ad ogni buca è assegnato un numero predeterminato di colpi, chiamato par, che un giocatore deve utilizzare per completare la buca. Tale numero dipende dalla lunghezza della buca (ovvero la distanza dal punto di partenza alla buca) e va generalmente da 3 a 5. La somma dei par delle diverse buche rappresenta il par del campo: per un percorso di 18 buche esso varia normalmente da 60 a 73, ma i più diffusi sono i par 72. Si dice che la buca è stata giocata in par quando il giocatore impiega esattamente il numero di colpi previsto.

Particolare attenzione merita anche l’attrezzatura utilizzata nel gioco del golf. Il bastone ha una forma simile a una “L” ed è formato da una sottile canna (shaft) di lunghezza variabile, che viene impugnata in cima (sul grip) con entrambe le mani, e di una testa larga alcuni centimetri, ovvero la parte che colpisce la palla.

I bastoni si dividono in tre categorie:

  1. Legni: sono i bastoni più lunghi e con la faccia meno inclinata e servono a coprire le distanze maggiori a scapito della precisione;
  2. Ferri: quelli più lunghi e con faccia meno inclinata permettono distanze maggiori, mentre i ferri più corti garantiscono maggior precisione;
  3. Putter: è il bastone che viene utilizzato sul green per far rotolare la palla verso la buca.

Gioco del golf: lo splendido campo di Is Molas Golf Club nel Sud Sardegna

Il gioco del golf è uno dei più impegnativi da praticare perché richiede calma, concentrazione e una buona preparazione atletica.

Vi piacerebbe scoprire tutti i segreti di questa antica e prestigiosa disciplina sportiva? Al Forte Village, pluripremiato resort di Santa Margherita di Pula in provincia di Cagliari, è possibile giocare a golf immersi nella natura dello spettacolare 27 buche di Is Molas situato a poca distanza dal resort.

L’Is Molas Golf Club ha ospitato 4 Italian Open e un European Volvo Master ed è considerato uno dei campi più tecnici dell’area mediterranea nonché uno dei più suggestivi. I suoi green e i suoi bunker ricordano quelli del circuito americano mentre le sue fairway si distendono lungo scenari da sogno, costeggiate da una ricca vegetazione.

Gli ospiti del resort che vogliono giocare a golf sul green più bello della Sardegna possono rivolgersi alla reception del Forte Village che prenoterà per loro il campo pratica esclusivo di Is Molas e organizzerà gli spostamenti. Al campo i golfisti appassionati e tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo sport troveranno ad attenderli tutte le attrezzature necessarie, dalle mazze al cart.

Al Forte Village è possibile dedicarsi al proprio sport preferito o scoprire una nuova disciplina: infatti, oltre al gioco del golf, il resort offre anche corsi di boxe, scherma, triathlon e sport acquatici. E per gli sportivi che non possono rinunciare ad un allenamento agonistico nemmeno in vacanza, il Forte Village organizza ogni anno le Accademie: percorsi di allenamento specifici e sessioni di allenamento personalizzate con grandi campioni internazionali nelle vesti di allenatori speciali.

Vuoi imparare a giocare a golf e vivere una vacanza da sogno in un vero paradiso? Scopri il Forte Village Resort in Sardegna.

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