Sant’Efisio: la festa di Cagliari tra le più suggestive al mondo

Sant’Efisio: la festa simbolo di Cagliari

Le tradizioni popolari identificano e raccontano la storia di un territorio, sono il cuore della cultura di una comunità che attraverso riti tramandati di generazione in generazione, coltiva un comune sentimento di appartenenza alla terra d’origine capace di coinvolgere anche i forestieri che in Sardegna, dal 1° al 4 maggio, possono immergersi nell’atmosfera sacra e folcloristica di Sant’Efisio, la festa di Cagliari.

Se amate la Sardegna, non solo per il suo mare e per la sua natura incontaminata, ma anche per la sua storia e le sue tradizioni antiche, allora visitarla nel weekend della festa di Sant’Efisio è la chiave per partecipare ad un’esperienza unica senza rinunciare ai momenti di relax in spiaggia o in spa da sogno per  il benessere di corpo e mente.

Le origini delle celebrazioni dedicate a Sant’Efisio sono antiche e risalgono alla metà del 1600 quando la Sardegna fu colpita da una terribile epidemia di peste che da Alghero, dove il morbo si diffuse dopo l’arrivo di due marinai catalani malati, giunse fino a Cagliari mettendo in ginocchio la popolazione. La città che in sardo viene chiamata Casteddu, arrivò a perdere circa diecimila abitanti a causa della pestilenza tra cui uno dei più importanti rappresentanti delle istituzioni religiose cagliaritane, l’arcivescovo Don Bernardo De La Cabra. Ridotta ormai a un cimitero Cagliari sembrava non avere più speranze ma è a questo punto, secondo il racconto di Giovanni Spano, tra i più grandi e importanti studiosi della storia della Sardegna, che Sant’Efisio apparve al viceré conte di Lemos per chiedere il voto della processione del 1°maggio affinché potesse liberare l’isola dalla morte nera.

Fu così che nel 1656 l’Amministrazione comunale fece un voto perpetuo a Sant’Efisio promettendogli, se avesse sconfitto la peste, di organizzare ogni anno una processione in suo onore che sarebbe partita dal quartiere di Stampace per raggiungere Nora, la città dove il santo era stato martirizzato.
La fede dei cagliaritani fu premiata con abbondanti piogge che segnarono la fine della peste e dall’anno successivo, il 1657, ogni 1° maggio il voto è rispettato con grandi festeggiamenti, canti, un corteo immenso di persone in abiti tradizionali e una processione che conta circa 65 km percorsi in quattro giorni, la più lunga d’Italia.

Scoprite insieme a noi la storia di Sant’Efisio, il percorso della processione, qual è l’anno in cui non venne celebrata la festa e i cinque motivi per non perderla.

Sant'Efisio la processione della festa di Cagliari

Sant’Efisio: il lungo percorso della processione di Cagliari

Efisio era un soldato dell’esercito dell’imperatore romano Dioclezano e si convertì al cristianesimo dopo aver visto una croce splendente tra le nuvole mentre una voce gli preannunciava il martirio che ebbe luogo in Sardegna per volere dell’imperatore e si concluse con l’uccisione del santo a Nora nel 303 d.C.

Il luogo eletto per il culto di Efisio è la città di Cagliari che il santo salvò dalla terribile peste della metà del 1600 e per ringraziarlo la municipalità fece voto perpetuo dedicandogli, dal 1° al 4 maggio, grandi celebrazioni e una processione lunga 65 km che coinvolge la popolazione di tutta l’isola con migliaia di sardi riuniti a Cagliari per sfilare, in omaggio a Sant’Efisio, vestiti con il costume tipico del loro paese.
Dal sagrato della chiesa dedicata al santo, nel quartiere di Stampace, inizia il lungo cammino della processione aperta dai traccas, carri decorati a festa e trainati da buoi, seguiti dai gruppi folkloristici e da un corteo composto da più di tremila persone giunte a Cagliari da tutta l’isola, vestite con i costumi tradizionali e impegnate a intonare i goccius, delle preghiere cantate, o a recitare il rosario.

Al seguito più di duecento cavalieri, i miliziani e i membri della guardianìa con il terzo guardiano, che in prima fila sorregge il gonfalone della confraternita, e l’Alter Nos, in passato rappresentante del viceré e oggi delegato del sindaco. Il cocchio che trasporta il Simulacro di Sant’Efisio è accompagno dai suonatori di luneddas, uno strumento musicale a fiato tipico della tradizione sarda, e giunto in via Roma attraversa strade ricoperte da un tappeto di petali di rose rosse, gialle e rosa, mentre le sirene delle navi ormeggiate nel porto di Cagliari suonano in segno di saluto. Dopo aver lasciato Cagliari il viaggio prosegue alla volta della frazione di Giorgino e tocca Maddalena Spiaggia, Su Loi, Villa d’Orri, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e infine Nora, per poi ripartire alla volta di Cagliari dopo la commemorazione.
Al rientro di Sant’Efisio nella chiesa di Stampace, si conclude la festa con la lettura che attesta lo scioglimento del voto.

Sant’Efisio: l’anno in cui non venne celebrata la festa di Cagliari e i 5 motivi per non perderla

Ad alcune edizioni della festa di Sant’Efisio a Cagliari sono legati degli interessanti aneddoti. Se nel 1794 la festa venne celebrata il 1° giugno a causa di una rivolta che ne aveva impedito lo svolgimento nel mese di maggio, nel 1918 non furono i buoi ma i soldati reduci dalla Grande Guerra a trainare il cocchio come segno di ringraziamento al santo per essere tornati a casa sani e salvi, mentre nel 1943, nonostante i numerosi bombardamenti che colpirono la città di Cagliari, la statua fu portata in processione tra le macerie su un camioncino del latte e ricoperta da preghiere scritte e fotografie. Solo nel 1917 la municipalità rinunciò all’idea di organizzare la festa a causa dei troppi uomini impegnati al fronte.
Sono davvero tanti i motivi che fanno di Sant’Efisio, la festa di Cagliari, un appuntamento da non perdere e noi vi sveliamo i cinque più importanti.

Sant'Efisio la festa di Cagliari e il corteo della processione

Processione: quella di Sant’Efisio è una tra le più antiche processioni e la più lunga d’Italia con 65 km d’itinerario percorsi in quattro giorni e un corteo formato da migliaia di persone.

Sant'Efisio festa di Cagliari costumi

Costumi: alla festa di Cagliari partecipano più di tremila sardi provenienti da tutta l’isola e vestiti con i costumi tipici del paese di provenienza.

Sant'Efisio cos'è la sa ramadura della festa di Cagliari

Sa ramadura: è uno degli omaggi più belli che i sardi fanno alla figura del santo ricoprendo via Roma, una delle principali strade della città di Cagliari, con petali di rose gialle, rosse e rosa, fino a formare un vero e proprio tappeto floreale.

Sant'Efisio le luneddas e i goccius della festa di Cagliari

Luneddas e Goccius: i primi sono degli strumenti a fiato caratteristici della tradizione sarda e la loro musica accompagna il viaggio del Simulacro di Sant’Efisio, mentre i secondi sono canti sacri che i devoti intonano durante la processione.

Sant'Efisio qual è la storia della festa di Cagliari

Storia: da oltre trecento anni suoni, colori e costumi della festa di Sant’Efisio sono il simbolo della città di Cagliari, un misto di spiritualità e tradizione che ancora oggi stupisce e affascina.

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