Castelli Sud Sardegna: i 5 più importanti

Castelli Sud Sardegna: il fascino e l’eleganza di antiche dimore 

I castelli del Sud Sardegna, eretti nei secoli soprattutto per ragioni strategiche e per motivi di difesa, sono luoghi densi di fascino che rievocano un passato ricco di storie familiari, tradizioni, misteri, intrighi e nobiltà.

Edificati in cima alle colline, arroccati su alti speroni di roccia, costruiti su promontori a picco sullo splendido mare di Sardegna e immersi nei profumi della natura incontaminata che caratterizza il paesaggio dell’antica Ichnusa, i castelli del Sud Sardegna custodiscono segreti e leggende che hanno attraversato i secoli e ancora oggi attirano visitatori da ogni parte dell’isola e del mondo.

Un castello è una struttura architettonica composta da più edifici fortificati e in passato era destinato ad ospitare un nobile o un signore insieme all’esercito, il cui compito era quello di difendere il maniero e i suoi abitanti.

Nel corso dei secoli, l’uso del termine castello è stato applicato anche a palazzi e fortezze tuttavia è necessario ricordare che esistono delle sottili ma sostanziali differenze tra le diverse strutture: infatti, un palazzo non è fortificato mentre una fortezza non sempre era utilizzata come residenza per la nobiltà.

La parola castello deriva dal latino castĕllum, diminutivo di castrum, ovvero l’accampamento di forma rettangolare nel quale risiedeva, in forma stabile o provvisoria, un’unità dell’esercito romano come la legione. Intorno al castrum, quasi sempre, veniva scavato un fossato a sua protezione. 

L’idea di costruire strutture adatte a difendere un territorio nacque con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, ma in principio molti “castelli” erano delle semplici torri di guardia isolate e costruite in legno, utili a proteggere apprezzamenti di terreno e a controllare il flusso di persone che attraversavano passaggi obbligati. In seguito, i castelli cominciarono a trasformarsi in veri e propri edifici fortificati che a volte contenevano interi borghi e per tutto il Medioevo furono anche centri amministrativi e giuridici.

Nel Tardo Medioevo cominciò invece l’edificazione dei castelli nelle grandi città mentre la nascita delle cittadelle e della cosiddetta fortificazione alla moderna, o fortificazione all’italiana, risale al XV secolo periodo in cui i castelli vengono ristrutturati come residenze signorili per famiglie nobili.

Castelli Sud Sardegna: i 5 da visitare almeno una volta

Vediamo insieme quali sono i castelli del Sud Sardegna da non perdere:

  1. Castello di San Michele: l’edificio fortificato, risalente al periodo giudicale, sorge all’estrema periferia di Cagliari sul colle omonimo da cui è possibile ammirare alcuni dei luoghi simbolo della città, come la celebre spiaggia del Poetto e la Sella del Diavolo. La struttura quadrangolare, realizzata in calcare proveniente dalle cave di Bonaria, presentava in origine quattro grossi torri angolari, di cui oggi ne rimangono solo tre, collegate da mura in parte diroccate. La parte più antica del castello sono le due torri situate a nord-est e a sud-est, costruite con conci perfettamente squadrati, mentre la torre di sud-ovest è realizzata con una tecnica muraria più grossolana e pietrame misto. L’ingresso alla fortezza, circondata da un fossato largo e profondo, è raggiungibile per mezzo di un ponte levatoio di cui si trovano tracce nelle scanalature presenti in uno degli ingressi. Sul lato occidentale del castello è invece possibile osservare i resti di due ingressi affiancati che corrispondono all’oratorio di San Michele Arcangelo, un edificio a due navate avente funzione di cappella del castello. Oggi, il castello di San Michele è la sede di alcune delle manifestazioni artistiche più importanti della Sardegna.
  2. Castello di Salvaterra: noto anche con il nome di castello di San Guantino, si trova nel comune di Iglesias e fu edificato in epoca medievale probabilmente per volere del conte Ugolino della Gherardesca, la cui storia fu raccontata da Dante nel canto XXXIII dell’Inferno della Divina Commedia. Il castello sorge in una posizione sopraelevata rispetto all’abitato, sul colle da cui prende il nome, che gli consentiva di comunicare con altri castelli sparsi sul territorio, come il castello di Gioiosa Guardia, il castello di Acquafredda e il castello di San Michele di Cagliari. Il castello di Salvaterra fu concepito come una fortificazione utile a sorvegliare la città e i suoi dintorni e presenta una struttura quadrilatera con i lati a est e a nord costruiti in filari di pietre alternati a laterizi. Oggi, l’edificio ospita numerose manifestazioni e offre una vista impareggiabile sulla città e i suoi dintorni.
  3. Castello di Acquafredda: edificato nel XIII secolo, il castello sorge nei pressi del comune di Siliqua, su un colle di origine vulcanica, e domina tutta la valle del Cixerri. Il ritrovato di una bolla papale, datata 30 luglio 1238, fa pensare che l’edificio esistesse già dal 1215 tuttavia è opinione diffusa che il castello venne fatto costruire, proprio come il castello di Salvaterra, per volere del conte Ugolino della Gherardesca. Il castello di Acquafredda controllava l’accesso alla città mineraria ricca di giacimenti di argento, zinco e piombo ma quando il conte cade in disgrazia e fu imprigionato a Pisa nella torre dei Gualandi, il castello passò sotto il controllo diretto della repubblica pisana. In seguito, diviene proprietà prima degli Aragonesi e poi del Re di Sardegna Vittorio Amedeo. L’edificio è composto da più corpi murari articolati su tre livelli, che dovevano servire a creare più linee di difesa allo scopo di proteggere il castello dagli attacchi dei nemici. Nella parte più alta, a quota 256 m s.l.m., si elevano le imponenti murature del nucleo fortificato, il Mastio, abitazione del castellano a cui si accedeva dal lato nord. La torre cisterna, che svetta a circa 200 metri sul livello del mare, era invece costituita da tre ambienti collegati tra loro, visitabili integralmente, mentre la terza linea difensiva, il Borgo, è formata da una cinta muraria costituita da tre torri. Nel 1993, il castello di Acquafredda è stato nominato Monumento Naturale.
  4. Castello di Sanluri: detto anche castello di Eleonora d’Arborea, l’edificio fortificato militare di epoca giudicale aveva sia una funzione difensiva che residenziale ed era una delle roccaforti di controllo del confine che separava il giudicato di Cagliari da quello di Arborea. Edificato tra il 1188 e il 1195, per volere del giudice Pietro I di Arborea, nelle vicinanze del castello si combatté la battaglia di Sanluri tra le truppe del Regno di Arborea, guidate da Guglielmo III di Narbona, e l’esercito di Martino I di Sicilia, erede della Corona d’Aragona. L’imponente edificio, che sorge a i margini del Campidano, sotto le colline della Marmilla, ha una forma quadrata con lati di 26 metri e una cinta muraria dello spessore di due metri, mentre ai suoi angoli si elevano quattro torrette. L’interno della corte accoglie una scala a ” T ” in pietra che conduce al primo piano del cosiddetto ” palazzo ” sorto nel 1355 per volontà di Pietro IV d’ Aragona. Oggi all’interno del castello è possibile visitare: il Museo del Duca D’Aosta, il Museo delle ceroplastiche, lo studio del Generale Nino Villa Santa, dove è conservato il suo epistolario con Gabriele D’Annunzio, i ricordi legati alla famiglia di Napoleone, le stanze da letto arredate con mobilio del XVII, XVIII e XIX secolo, la Sala Gondi, la Stanza della caccia e la Stanza delle regine.
  5. Castello di Villasor: conosciuto anche con il nome di casa-fortezza degli Alagon o castello Silliver, è un edificio fortificato situato nel centro storico della città da cui prende il nome. Edificato nel 1415 per volere di Giovanni Siviller, feudatario di Villasor, che ottenne dall’arcivescovo di Cagliari l’autorizzazione di costruire la sua dimora – fortezza sui resti dell’antica parrocchiale di Santa Maria, l’edificio aveva anche la funzione di difendere il territorio da eventuali attacchi dei ribelli arbonesi. Il castello, insieme al complesso di edifici che lo circondano, sorge in un’aerea trapezoidale compresa tra la via Baronale, la via Castello e la via Cagliari, e presenta una pianta a “U” che si sviluppa attorno al cortile interno quadrangolare. Sulla facciata principale, rivolta verso via Baronale, si aprono il portale, ad arco a tutto sesto, e le finestre con cornici scolpite in stile gotico-catalano, mentre le mura presentano sulla sommità delle merlature guelfe. L’interno si sviluppa su due livelli e una delle sale è caratterizzata da una copertura lignea a cassettoni risalente al XV-XVI secolo. Dopo l’abolizione del feudalesimo, l’edificio è stato adibito a diversi usi, da caserma a prigione fino a sede scolastica, prima di essere utilizzato come semplice rimessa agricola. Di proprietà del comune di Villasor dal 1991, il castello è stato sottoposto a numerosi lavori di restauro e oggi ospita mostre e convegni.

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